Educare al cambiamento: perché imparare a conoscere i pagamenti digitali è più importante che mai?

Quando Nexi e FEduF (Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio) hanno deciso di collaborare a un progetto per favorire l’educazione finanziaria dei ragazzi italiani, lo spettro del Coronavirus era ancora lontano. Già in tempi non sospetti, tuttavia, la mission di entrambe le realtà era quella di favorire la diffusione della cultura dei pagamenti digitali – per Nexi; strutturare consapevolezza degli strumenti finanziari a tutto tondo – per FEduF.

La Call4ideas: Pay like a ninja – educhiamo al cambiamento è stata l’occasione di una collaborazione. Cooperazione necessaria per rendere protagonisti gli stessi ragazzi che sarebbero stati, in futuro, i fruitori del programma di educazione finanziaria destinato alle scuole.

La necessità porta al cambiamento

L’emergenza sanitaria ha, però, cambiato le vite di tutti. La diffusione del Coronavirus in Italia e il conseguente lockdown hanno messo un intero Paese di fronte alla necessità di affrontare una vita contactless. Difficile ma non impossibile, anche grazie alla tecnologia che consente di condurre una vita quasi normale, senza la necessità di muoversi dalla propria abitazioni. Sorvolando l’aspetto psicologico, la perentorietà artificiosa del nostro attuale stile di vita e la nostra natura di animali sociali; al lato pratico, possiamo affermare di possedere tutti gli strumenti per gestire le nostre necessità senza contanti e senza contatti.

Grazie alla connessione internet e alle nostre carte di pagamento siamo in grado di procurarci tutto quello che ci serve. La tipologia di acquisti è cambiata drasticamente. I viaggi si sono quasi azzerati; sono aumentate, invece, le spese per i generi alimentari e per tutto quello che può rendere più confortevole i giorni di quarantena; compresi gli acquisti che prima si tendeva a fare dal vivo, per abitudine.

La necessità porta al cambiamento, quindi. L’Italia, quindi, Paese europeo restio all’adozione sistematica dei pagamenti digitali, sta affrontando oggi quel cambiamento di paradigma che tanto faticosamente si stava tentando di promuovere.

I vantaggi dei pagamenti digitali

In questo contesto di grande cambiamento nelle abitudini degli italiani, è fondamentale fornire gli strumenti corretti per comprendere il futuro dei pagamenti; così da affrontare questo passaggio necessario con consapevolezza.

Emergono concretamente tutti i vantaggi del pagamento digitale. Forme come il contactless e i mobile payments, più igienici e veloce, sono adatti per evitare la manipolazione di denaro contante e il pagamento online. I metodi di pagamento digitale non sono un vantaggio per chi compra, ma anche per chi vende. È indubbio, infatti, che chi possedesse già in precedenza gli strumenti per vendere online, come l’e-commerce, abbia potuto mantenere una maggiore continuità nella propria attività commerciale.

L’importanza dell’alfabetizzazione finanziaria per il futuro dei pagamenti digitali

È necessario offrire una panoramica più ampia sulla situazione dell’alfabetizzazione finanziaria nel nostro Paese. La sfida dell’alfabetizzazione, che ha caratterizzato gli insegnamenti della scuola nel secolo scorso, non ha affatto perso la sua attualità. A metà Novecento circa il 60% della popolazione era priva di ogni titolo scolastico e perfino la lingua nazionale era privilegio di una minoranza. Insegnare l’italiano e la matematica, quindi, era la priorità durante gli anni del boom economico. Oggi, invece, i ragazzi devono imparare nuovi linguaggi e affrontare nuovi contesti.

La rivoluzione che porta con sé il concetto di pagamenti digitali, come alternativa al denaro contante, riguarda appunto una condizione in cui si aumentano la fruibilità e l’accesso ai servizi di trasferimento; garantendo una maggiore efficienza a costi competitivi.

L’indagine realizzata da BVA-Doxa in collaborazione con FEduF su 500 ragazzi, tra i 18 e i 25 anni, conferma come i pagamenti elettronici siano sempre più apprezzati anche in Italia e testimonia un’urgenza sul fronte dell’educazione finanziaria.

Nel complesso, il 39% dei loro pagamenti è gestito in contanti, il restante 61% passa attraverso forme dematerializzate di denaro, tra cui carte (32%), app di pagamenti (12%) e altre forme (17%).

Assistiamo, quindi, a un allargamento della platea di potenziali utenti dei servizi di pagamento alternativi al contante. In particolare, sono i più giovani a fare sempre più uso dei pagamenti digitali. Questo rende necessaria l’educazione finanziaria su questo specifico tema, poiché la sola disponibilità e l’accesso agli strumenti non sono sufficienti a garantirne un uso consapevole. All’interno della stessa rilevazione si evidenzia, infatti, che ben il 64% dei ragazzi non conosce la differenza tra carta di credito e carta di debito, mentre il restante 36% dichiara di conoscerla.

I dati, inoltre, ci dicono che gli studenti italiani scarsi in materia economica sono 6,4 punti percentuali in più rispetto alla media riscontrata nei pari età dei tredici Paesi OCSE nei quali è effettuata la ricerca (il 21,7% contro 15,3%, N.d.R.). Per contro, si riscontrano 7,6 punti percentuali in meno rispetto alla media di ragazzi altamente preparati (il 2,1% contro 9,7%).

A questo punto è evidente come l’educazione finanziaria e l’alfabetizzazione economica siano leve strategiche su cui puntare per lo sviluppo della nostra economia e dell’intera società. É sufficiente pensare a come sia cambiato anche il lavoro negli ultimi anni (e ancora di più nell’ultimo mese di emergenza). Smart Working e Nomadismo Digitale hanno sì agevolato le modalità di lavoro, allo stesso tempo, però, espongono il professionista a pericoli digitali come truffe e furto di dati.

Preparare i giovani al contesto economico e sociale e dare loro gli strumenti di competenza finanziaria significa, in ultima analisi, contribuire a dare un impatto notevole alla vita delle persone, alla loro sicurezza e all’economia del Paese.

C’è però una grande lacuna da colmare, poiché nella cultura latina in generale e in quella italiana in particolare, si tende a stigmatizzare il “parlare di denaro”. É necessario, per tanto, trovare delle nuove modalità di comunicazione intergenerazionale capaci di vincere i pregiudizi e di essere attrattive per le nuove generazioni. Non può bastare, infatti, una corretta educazione finanziaria per avere piena consapevolezza delle scelte individuali legate all’uso del denaro, nelle azioni quotidiane (quanto spendiamo e con quali strumenti); nella pianificazione del futuro (attraverso il risparmio, l’assicurazione e la previdenza); sulle scelte collettive, sottolineando i vantaggi che l’uso del denaro elettronico ha dal punto di vista fiscale e della legalità.