Si è conclusa anche l’ultima sfida di Hack@MI. Si è concluso il primo e più grande progetto integrato di gare online e digital hackathon finale progettato per laureati o laureandi in materie STEM(A) [STEM+Arts] organizzato da una grande città italiana.

Una maratona finale durata ben una settimana ha chiuso, sabato 23 maggio 2020, una due mesi ricca di gare e di webinar e interviste. Seminari on-line che hanno sostituito gli incontri fisici che si sarebbero dovuti tenere durante la settimana conclusiva di #STEMinTheCity 2020.

Il contenitore del Comune di Milano dedicato a Science, Technology, Engineering, Mathematics di cui Hack@MI, prima manifestazione interamente strutturata sul format HackAt ideato da Open Search Network, è stato il fiore all’occhiello.

Se tutte le prime volte sono complicate, in questo caso il percorso è stato ai limiti dell’impraticabile. La situazione d’emergenza causata dall’epidemia di Covid-19 ha obbligato il Comune di Milano e il Team di HackAt a riflettere su come preservare il progetto. A seguito di attente valutazioni, il Comune di Milano e HackAt hanno deciso di far ancor più leva sulle potenzialità della tecnologia e del web.

I programmi dell’edizione 2020 di STEMinTheCity e di Hack@MI sono stati ripensati e trasformati in iniziative completamente digitali.

Sono usciti, quindi, definitivamente dal perimetro cittadino per diventare, a tutti gli effetti, fruibili su scala nazionale e anche internazionale; come nel caso di alcune specifiche squadre:

«É stata una vera e propria sfida nella sfida. Sia collaborare tra professioni differenti, scientifiche e umanistiche per la prima volta insieme, sia il lavoro da remoto. Alcuni elementi dei Team, infatti, sono italiani residenti all’estero ed è stato necessario ripensare tutto, soprattutto in occasione della finale. Sarebbe dovuta essere una maratona di 24 ore, in un luogo fisico; si è trasformata in una corsa a tappe durata una settimana. É stato davvero stimolante, soprattutto l’aspetto multidisciplinare… che ha dato vita anche a momenti esilaranti quando dovevamo spiegarci a vicenda alcuni aspetti tecnici. Collaborare su territori inesplorati è stato davvero affascinante. Ha arricchito molto tutti noi».

I Team in gara

I Team in gara, così come l’organizzazione di Hack@MI, hanno affrontato con coraggio e dedizione un lavoro di trasformazione in corsa davvero complicato.

«Ogni sforzo di riorganizzazione sarebbe stato vano senza il supporto dei partner di questa iniziativa: AI*IA (Italian Association for Artificial Intelligence); ESA (European Space Agency); Docebo; AXA; illimity; SAP; Nexi; N26; Kolbrain; FrancoAngeli; che hanno creduto in Hack@MI fin dall’inizio, garantendone lo svolgimento grazie alla loro presenza. Nulla sarebbe stato possibile senza il coraggio dell’Assessorato alla Digitalizzazione del Comune di Milano. In particolare, dell’Assessore Roberta Cocco, che non ha arretrato nelle difficoltà, garantendo il supporto necessario a #STEMinTheCity 2020 e ad Hack@MI».

Aldo Razzino CEO di Open Search Network e ideatore di Hack@MI

AXA x Hack@MI: Il dato al servizio del talento per un futuro più sostenibile


SAP x Hack@MI: Ambiente, noi lo salviamo così


illimity x Hack@MI: Milano zero emissioni


Digital Lunch: Massimo Sideri con Roberta Cocco

Le materie stem e le ragezze: Massimo Sideri intervista Roberta Cocco assessore all’innovazione del Comune di Milano

Pubblicato da Corriere della Sera su Venerdì 15 maggio 2020

Il plauso più grande, chiaramente, va ai Team che hanno partecipato alle gare. Sono proprio i Team in gara la gratificazione più grande a ogni sforzo profuso dalle componenti organizzative.

«Non è stato facile organizzare il lavoro dei Team a distanza. Serve grande rigore, metodo e pazienza, oltre al talento indiscutibile messo in campo per trovare soluzioni ai problemi posti dalle gare. Certo, la situazione Covid ha anche comportato dei vantaggi: le serate improvvisamente vuote sono state riempite da un lavoro stimolante. Avere qualcosa di così interessante e importante con cui riempire il tempo libero è stata una vera e propria salvezza per molti di noi».

I Team in gara

Le gare, vero trampolino di lancio per i partecipanti, sono state progettate e sviluppate insieme ad alcune tra le principali aziende e organizzazioni leader, in Italia e a livello globale, in ambiti come il learning innovativo e il fintech.

I Team hanno visto collaborare, per la prima volta, profili STEM e di formazione umanistica. Un’unione fondamentale, soprattutto in un momento delicato come quello che stiamo affrontando:

«É stato difficile organizzare il lavoro. Orari da condividere e abitudini da variare per cercare di far combaciare le esigenze di tutti. Ha funzionato tutto alla grande, questo adesso lo possiamo dire. É stato fondamentale il supporto dei più esperti che hanno saputo guidare i profili alle prime armi all’interno di uno schema organizzativo necessariamente molto rigido. Soprattutto per i profili umanistici che sono forse meno abituati al rigore scientifico e alla costante condivisione del materiale. Fondamentale è stato suddividere meticolosamente i compiti».

I Team in gara
Hack@MI

L’obiettivo di Hack@MI è stato quello di progettare, grazie all’apporto di tutte le realtà coinvolte, un futuro smart e sostenibile.

«Sì, ma è anche importante pensare al proprio futuro, non solo a quello del pianeta! Consiglio spassionato a chiunque voglia partecipare a eventi simili è: strutturate una postazione di lavoro comoda, ci trascorrerete ore e ore, giorni interi. Alternate il lavoro all’esercizio fisico: mens sana in corpore sano». 

I Team in gara

L’hackathon, infatti, da un lato è una grande opportunità per i più giovani per far ascoltare il proprio punto di vista; far arrivare le proprie idee e convinzioni agli esperti del settore e dare un personale piccolo contributo al benessere della società.
Dall’altro, le aziende hanno l’occasione di arricchirsi con proposte concrete e una visione del mondo diversa perché non ancora appesantita dalle dinamiche del mondo del lavoro.

La scelta di inserire la competizione all’interno della più ampia iniziativa #STEMinTheCity, inoltre, ha reso Hack@MI un’ottima cassa di risonanza per i percorsi professionali nelle materie STEM. 

Oggi certi profili sono altamente richiesti ma, in Italia, è impegnato un numero non sufficiente di professionisti e, in particolare, di professioniste. 


Hackathon Finale – ESA


«Le gare di qualificazione ci hanno visto impegnati su temi che conosciamo. É stato molto bello, però, confrontarci su temi completamente al di fuori della nostra comfort zone e specifici come quelli proposti dalla finale. Mettere la testa e unire competenze differenti per arrivare a costruire una soluzione completa è stata una sfida molto interessante.

É mancata solo la componente dell’esperienza fisica condivisa: le 24 ore insieme, i turni per mangiare, dormire, lavorare. L’esperienza fisica è purtroppo mancata, ma questa situazione di emergenza ci ha comunque permesso di vivere un’esperienza nuova e che ci ha arricchiti molto. É il grosso vantaggio di questo tipo di eventi. Affrontare problemi concreti con la pressione della sfida da vincere vale più di mille esami o simulazioni didattiche. Per molti è stato il primo confronto a livello lavorativo. Un’esperienza del genere non ha davvero prezzo».

I Team in gara