La contaminazione positiva all’interno e all’esterno è una delle risorse che AXA Italia ha scelto di mettere in campo per fare della trasformazione una leva di sviluppo del business, per interpretare e rispondere ai bisogni di una società in continua evoluzione. Grazie alla prioria cultura organizzativa, che promuove da sempre il lavoro agile, la  creatività e l’imprenditorialità, AXA Italia sceglie di essere anche parte attiva del dialogo con la società, per un futuro più sostenibile 

A febbraio 2019, Simone Innocenti è stato nominato Direttore HR, Organization & Change Management del Gruppo AXA Italia. Ritorna in Italia dopo l’esperienza come Direttore HR di AXA Italia, dal 2009 al 2015, e vari ruoli di prestigio, ricoperti all’estero, nei  tre anni precedenti, sempre all’interno del Gruppo AXA, di cui mantiene l’incarico di Director of Human Resources di AXA European Markets, riportando al CEO di AXA European Markets, Antimo Perretta.

Classe 1970, nato a Firenze, Simone Innocenti è laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Pavia. Precedentemente ha maturato esperienze in Hewlett Packard e Cisco Systems – Cisco Photonics (Italy) come direttore HR; nel  Gruppo Mattel, Gruppo Unilever, Cariplo e Q8 Petroleum Company.

Entriamo subito nel vivo: come sono le condizioni del mercato del lavoro, oggi, nel settore Big Data, Machine Learning, I.A.?

L’offerta di lavoro è sicuramente maggiore della domanda. La maggior parte delle aziende, oggi, sta sviluppando progetti di Big Data, Machine Learning, Intelligenza Artificiale. Le figure professionali sul mercato, con tali competenze, non sono molte.

É una vera e propria guerra dei talenti e questi professionisti hanno una possibilità di scelta veramente molto ampia. É importante, quindi, per attrarre questi talenti, definire elementi di differenziazione e percorsi di evoluzione interna completi e strutturati, oltre che progettualità sfidanti.

In tal senso, il rapporto delle persone con il mondo del lavoro sta cambiando: come si sta allineando AXA a questa evoluzione?

La ridefinizione dei confini tra tempi, spazi di lavoro e vita privata è un tema chiave. Siamo pionieri sullo Smart Working. Lo abbiamo introdotto già nel 2016 e lo integriamo ogni anno con nuove opportunità. É possibile usufruirne fino a 2 giorni a settimana, vi può aderire la totalità dei dipendenti e i livelli di soddisfazione sono ottimi. Un modello che si è rivelato fondamentale in questo contesto di emergenza.

Numerosi anche i servizi di well-being, come massaggi cervicali, stretching e ginnastica posturale alla scrivania. Inoltre, è stato messo a disposizione uno sportello di counseling per superare situazioni di stress o ansia. A questo si aggiunge un piano di welfare aziendale con servizi personalizzati in base alle diverse esigenze.

La selezione dei migliori talenti dovrebbe concentrarsi su personalità e competenze con potenzialità future: questo creerà una maggiore flessibilità del mercato? Cambierà l’approccio tra aziende e candidati?

Il mercato sarà definitivamente molto flessibile viste le diverse opportunità; per questo è importante lavorare sull’engagement e sullo sviluppo professionale. Inoltre, è fondamentale seminare. Occorre entrare in contatto non solo con figure professionali già formate ma anche con giovani talenti, ancora impegnati nel percorso di studi; in modo da fare conoscere l’azienda e le diverse opportunità che AXA e il mondo assicurativo possono offrire. É fondamentale inserire risorse in linea con i valori dell’azienda.

Quali implementazioni state applicando per creare una relazione più aperta tra voi e i talenti che cercate per creare un team di riferimento?

Cito come esempio l’#AXADataChallenge, con azioni che impattano sia il mercato esterno (attraction & selection) che i nostri collaboratori (engagement & retention), per creare una rete e una connessione di continuous development per i futuri collaboratori Data Miners. Tra le azioni: un graduate program completamente dedicato a Data Miners (#AXADataAcademy), partnership con le più importanti università italiane, eventi, programmi ad-hoc, “dialogo” social. Recentemente abbiamo anche lanciato un master in collaborazione con il MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business su Insurance Data Management; per stimolare le capacità di innovazione in linea con le più avanzate tecnologie legate all’evoluzione tecnologica e dei Big Data.

Il mutamento dei processi economici dovuti principalmente alla globalizzazione ha costretto a una riformulazione del concetto di innovazione: che problemi e che vantaggi offre l’Open Innovation e nello specifico un hackathon che permette ad aziende e candidati di confrontarsi su problemi concreti?

Per AXA Italia l’innovazione parte dalle persone; attraverso iniziative concrete per cogliere il meglio sia all’interno che all’esterno, al fine di ideare servizi innovativi di valore per le persone. In partnership con l’Università Bocconi, AXA Italia ha dato vita all’#AXA Challenge, contest per studenti per disegnare insieme i servizi assicurativi del futuro. Nello stesso anno è nata la startup interna #AXAInnovationHub, uno dei primi esperimenti nel settore assicurativo in cui gli innovatori interni lavorano insieme a quelli dell’ecosistema sociale. Oggi sosteniamo Hack@MI, nella consapevolezza del valore dei dati e della tecnologia per offrire prodotti e servizi al passo con i tempi e per contribuire a un futuro più sostenibile.

Una delle novità lanciate da Hack@MI è l’idea di affiancare profili STEM a soggetti di formazione umanistica. Che vantaggio può portare a un team di lavoro? 

La diversità per AXA è sempre un valore! Figure diverse, collaborando, possono senza dubbio portare valore aggiunto e raggiungere risultati inaspettati, proprio grazie al valore della contaminazione di soggetti così differenti.

Che vantaggi offre un evento come Hack@Mi dal punto di vista della comunicazione per avvicinare il mondo STEM alla quotidianità? 

Vogliamo trarre il meglio dallo scambio fra esperienze professionali e percorsi culturali diversi in ottica di contaminazione positiva, a vantaggio della società nel suo complesso. Anche questo per noi è Empowerment, la parola chiave che AXA ha scelto per ridefinire la sua missione, ovvero dare la possibilità alle persone di vivere una vita migliore, inclusiva e sostenibile. Fare empowerment significa infatti anche creare le condizioni per coltivare il talento, cogliendo il meglio.

Cosa rende una città Smart? 

Vivremo in città iper-connesse e molto più intelligenti. Le Smart City dovranno dimostrare di saper utilizzare la tecnologia e i dati per garantire un’elevata qualità della vita e il benessere delle persone; per costruire un’economia più sostenibile. Le città saranno più smart ma certamente complesse e vulnerabili, con nuovi rischi, con un ruolo chiave anche per il settore assicurativo. Pensiamo, ad esempio, all’expertise e know-how sul tema della prevenzione e gestione dei rischi.

Quali sono i problemi legati alla sostenibilità su cui desiderate confrontarvi? 

In questo hackaton abbiamo voluto coinvolgere i giovani innovatori su un tema caldo per il nostro settore: la detection delle frodi. É un fenomeno che, nello stesso tempo, ha importanti ripercussioni sul tessuto sociale, a partire dallo spreco abnorme di risorse che vengono distolte dal sistema. Grazie al contributo di ciascuno su ambiti come Big Data, Machine Learning e Analytics, vogliamo trovare soluzioni per un problema concreto che riguarda tutti, puntando quindi ad avere un impatto positivo nella società nel suo complesso, per un futuro più sostenibile.